Parlo di quel mal di schiena di tipo cronico, cioè che ti porti dietro ormai da mesi o addirittura da anni.
Quel mal di schiena che non ha risposto come volevi alle terapie tradizionali o se hai avuto dei benefici essi sono stati solo momentanei.
Quel mal di schiena che, quindi si ripresenta nel tempo, va e viene, ritorna sempre e inizi a sentirti anche frustrata/o da questa situazione che sembra interminabile.
Premetto dicendoti che se vuoi sapere perchè le terapie tradizionali che una volta funzionavano sul mal di schiena (tecarterapia, laserterapia, esercizi fisici, massaggi, ultrasuonoterapia, magnetoterapia ecc…) oggi non funzionano più o funzionano solo per un periodo e poi i dolori tornano e anche peggio,
puoi andare al video nel mio canale Youtube in cui affronto proprio questo tema e in cui ti spiego qual è l’approccio migliore per la cura dei dolori fisici nel 2025 (che non è il 1980!)
Oggi ti voglio invece dire quali sono gli esercizi che funzionano davvero nel tuo mal di schiena così che tu possa iniziare anche già a cambiare la tua prospettiva rispetto ai dolori del corpo
NB: se invece di leggere preferisci ascoltare tutto questo puoi andare al video Youtube in cui ne parlo in modo approfondito come ne parlerò qui.
Li voglio suddividere in tre tipi perché di fatto questi sono anche i tre tipi di proposte che io faccio alle persone che si iscrivono ai miei percorsi, soprattutto al percorso individuale di 3 mesi Libera la tua energia, che ha l’obiettivo di portarti fuori da questa situazione di dolore in cui ti trovi e di riconnetterti invece alla tua energia
e quindi anche a sbloccare le situazioni stagnanti della tua quotidianità che stanno nutrendo i tuoi dolori fisici permettendoti invece di ritrovare tutta l’energia che puoi esprimere e dedicarla al tuo progetto professionale, alla tua famiglia, a tutti i progetti che hai per il tuo futuro.
Uno degli esercizi che propongo sempre e che propongo all’interno del mio percorso è quello monitoraggio delle emozioni che vivi quotidianamente.
Diversi studi scientifici hanno dimostrato che emozioni come la rabbia o la paura creano un’alterazione della contrazione della muscolatura; in particolare la rabbia aumenta l’intensità percepita del dolore fisico perché la muscolatura tende ad irrigidirsi e a contrarsi soprattutto nelle fasce paravertebrali (cioè quei muscoli che si trovano ai lati della colonna) e questo porta a percepire il dolore più forte ancora di quello che è in realtà.
Molto spesso, infatti, il danno fisico è irrilevante rispetto all’intensità del dolore percepito.
Molte volte incontro pazienti che al dal punto di vista delle diagnosi, quindi risonanze magnetiche, radiografie o altri esami diagnostici, non hanno problematiche così importanti da giustificare tanto dolore.
Questo accade perché molto spesso il problema non è che ci sono strutture danneggiate, ma che ci sono tensioni molto grandi a livello fisico e ciò che le nutre non sono nemmeno le posture o lo sforzo, bensì le emozioni!
L’emozione della rabbia aumenta la percezione del dolore e quando sei in una situazione di dolore cronico ovviamente questa rabbia, sotto forma di frustrazione, aumenta, andando ad aumentare quindi anche l’intensità del dolore
Si crea quindi un circolo vizioso per cui più hai dolore, più ti arrabbi e più ti arrabbi, più hai dolore.
Questa è sicuramente la prima cosa da osservare e sulla quale fare un lavoro specifico per allentare almeno in parte l’impatto di questa emotività molto dirompente.
Anche la paura è un’emozione che va ad aumentare i dolori fisici. Solo che la paura ha anche un importante effetto sui comportamenti e le scelte quotidiane.
Infatti la paura molto spesso si traduce in
e questo provoca una riduzione delle possibilità di movimento. Ci si autolimita nelle esperienze di vita, finendo con il chiudersi in casa e fare sempre meno schiacciati da queste paure. Ne risentono tantissimo anche la vita sociale, il proprio divertimento, le passioni.
Ridurre le attività all’aperto e in compagnia ha un effetto aggravante sulla salute fisica che inizierà a risentirne e peggiorare, al contrario di ciò che pensiamo (si pensa spesso che stare fermi a riposo sia la soluzione migliore, non sempre è così!)
Quindi queste due emozioni possono creare circoli viziosi che portano a permanere all’interno della situazione dolorosa ed è per questo molto utile iniziare a fare un monitoraggio, per comprendere appieno come si muovono nel corpo e come condizionano i comportamenti e le scelte quotidiane.
Un primo esercizio che puoi iniziare a fare se ti trovi ritrovi in questa situazione è tenere, per esempio, un diario in cui annoti la tua emotività, cioè come ti senti durante la tua giornata, quali sono le emozioni che provi e come queste si muovono all’interno della tua quotidianità, come crescono, calano, se ne vanno, ritornano ecc.
Iniziando anche solo ad osservare accadrà qualcosa dentro di te e magari anche qualche tuo comportamento potrebbe iniziare a modificarsi creando conseguenze nuove e nuovi scenari.
Un altro tipo di esercizio che io introduco all’interno del mio percorso comprende pratiche per la parte energetica, che permettono di diventare sensibili rispetto a dove sono i blocchi energetici nel corpo che poi si manifesteranno in tensioni fisiche e mal di schiena.
Come si riconosce un blocco energetico?
Quando, per esempio, ti svegli la mattina con un peso sul petto o con lo stomaco chiuso, ecco, quelli sono blocchi energetici.
Il momento del risveglio è molto indicativo per aiutarci a capire quali e dove sono i nostri blocchi di energia perchè è una fase di silenzio in cui se ci sono dei blocchi è più semplice percepirli.
A volte li sentiamo anche durante la giornata, quando percepisci il ventre pesante, l’addome pesante, la contrazione del respiro.
Questa è una zono molto interessante per lombalgia e mal di schiena perché coinvolge il secondo chakra che sappiamo essere molto connesso con i sintomi di mal di schiena anche se può capitare che la tensione lombare sia connessa con il nodo alla gola o il peso sul petto.
Ogni caso è a sè ed è importante non cadere i semplificazioni e ricordarsi di personalizzare le conoscenze calandole nella situazione specifica che si sta affrontando.
Con questi esercizi impari quindi a sentire dove si blocca l’energia nel tuo corpo e puoi iniziare a farlo ora prestando attenzione alle tue sensazioni.
Questi blocchi energetici portano con loro tutta una serie di significati. Per esempio il blocco alla zona lombare porta con sé un
Molto spesso è proprio quando noi ci liberiamo di questi ristagni energetici che iniziamo a percepire maggior senso di libertà e ad accorgerci che abbiamo magari un raggio di azione molto più ampio di quello che percepiamo quando siamo invece all’interno del blocco
Come accennato questi blocchi di energia sono sostanzialmente connessi ai nostri chakra, quindi per quanto riguarda appunto la lombalgia molto spesso c’è un blocco a livello del secondo chakra, la zona del piacere, la zona del godimento, la zona del del prendersi il tempo per sé e la cura per sé.che può esse
Molto spesso in questo sono interessate anche il senso del dovere, il senso di colpa, il sentirsi in gabbia, senza possibilità di fuga.
Se vuoi un esempio di come sbloccare la tua zona lombare lavorando sull’energia del secondo chakra ne ho parlato nel mio mini gratuito che puoi ascoltare in maniera totalmente gratuita e lo trovi a questo link
Il terzo tipo di esercizi poi è quello che riguarda il corpo perchè chiaramente è necessario anche mettere in movimento il corpo.
Comprendiamo dopo questa carrellata che non ha senso fare esercizi con il senso del dovere, la pesantezza e la costrizione (come sono invece spesso vissuti i programmi fisioterapici) perché andiamo comunque ad alimentare un meccanismo che abbiamo visto essere disfunzionale per la zona lombare
Motivo per cui gli esercizi per il corpo dovranno necessariamente comprendere esercizi di rilascio, quindi di rilascio delle tensioni e dei blocchi di energia stagnante stagnanti attraverso il movimento spontaneo, la danza e attraverso una serie di tecniche che si possono mettere in pratica per rilasciare le tensioni
Inoltre sono molto utili esercizi fluidi, dolci, piacevoli, rilassanti, quindi non pratiche rigide, serrate e forti.
Se andiamo a lavorare sulla zona del bacino e la zona lombare ricordiamoci che questa è una zona molto mobile e richiede che ci sia un buon bilanciamento tra esercizi che stabilizzano e esercizi che mantengono sciolta questa zona. Un bilanciamento, questo, che spesso richiede l’intervento di un professionista per essere fatto al meglio, dal momento che vanno attivati i movimenti e i muscoli giusti nella modalità migliore possibile per la persona.
Puoi trovare un esempio di questi esercizi in un video che ho fatto precedentemente all’interno del mio canale Youtube proprio con degli esercizi dedicati alla zona lombare. Lo trovi a questo link
Un altro tipo di esercizi molto importanti per il mal di schiena sono gli esercizi per la respirazione perché il nostro diaframma sappiamo essere connesso con le vertebre lombari e con il torace e quindi di conseguenza con tutta la colonna vertebrale e non solo.
Possiede infatti connessioni con tutti i tessuti corporei, con la fascia che avvolge
tutto il nostro corpo e con il sistema nervoso.
Non è questa la sede in cui soffermarsi di tutte le connessioni del diaframma, intanto
puoi iniziare ad esercitarti grazie a QUESTO VIDEO dedicato alla respirazione diaframmatica.
Infine ci sono gli esercizi di potenziamento,
per le gambe, per i glutei, per la colonna, quindi tutti gli esercizi che di solito facciamo a pilates, in palestra o al corso di Yoga e vengono in integrazione tutto quello che abbiamo visto adesso.
E’ chiaro quindi che non è utile fare solo potenziamento se non si è fatto anche un lavoro di consapevolezza delle emozioni, dei blocchi energetici, di come si muove il corpo, di come scioglierlo, di come rilasciare le tensioni, di come respirare.
Ovviamente sono tutte pratiche che vanno messe in integrazione tra di loro considerando, in ogni caso, che il potenziamento fisico è fondamentale perché se non si ha un corpo allenato, se i muscoli non sono in grado di sostenere il peso corporeo, i movimenti, gli sport che vogliamo fare è chiaro che poi il corpo accuserà il colpo.
Cosa ne pensi di tutto ciò?
Ti ricordo che se vuoi informazioni su come iniziare il percorso individuale con me “Libera la tua Energia” in cui andiamo a creare una trasformazione nella tua vita che non mira solo ad eliminare un dolore fisico ma anche a sbloccare quelle situazioni che in questo momento ti tengono bloccata lì e che non ti permettono di esprimerti, puoi contattarmi per ricevere maggiori informazioni.
Molto spesso le persone si iscrivono al mio percorso arrivano per un dolore fisico, per esempio un dolore ad una spalla, ma poi si accorgono che quello su cui hanno bisogno veramente di lavorare è prendere una decisione sulla propria strada lavorativa,
oppure hanno bisogno di sbloccare una situazione relazionale con un familiare
oppure hanno bisogno di imparare a prendersi del tempo per sé e non e non sentirsi continuamente ingabbiate incastrate nelle circostanze familiari, nei doveri
oppure hanno bisogno di iniziare a comunicare un po’ meglio con il proprio partner a smettere di mandare giù i bocconi e quindi a poi creare malesseri fisici.
Il percorso che io propongo è proprio un vero viaggio all’interno di se stessi che permette proprio di andare alla radice delle problematiche corporee imparando un metodo che poi rimane per sempre come strumento di indagine e sblocco personale.